GLOCAL

GLOCAL Puntata 8

RadiostART No Comments

GLOCAL Puntata 8

Share Button

GLOCAL Puntata 7

RadiostART No Comments

GLOCAL Puntata 7

Share Button

GLOCAL Puntata 6

RadiostART No Comments

GLOCAL Puntata 6

Share Button

GLOCAL Puntata 5

RadiostART No Comments

GLOCAL Puntata 5

Share Button

GLOCAL Puntata 4

RadiostART No Comments

GLOCAL Puntata 4

Share Button

GLOCAL Puntata 3

RadiostART No Comments

GLOCAL Puntata 3

Share Button

GLOCAL Puntata 2

RadiostART No Comments

GLOCAL Puntata 2

Share Button

GLOCAL Puntata 1

RadiostART No Comments

Glocal puntata 1

Share Button

GLOCAL Puntata 0

RadiostART No Comments

Glocal puntata 0

Share Button

GLOCAL

RadiostART No Comments

  • Dic
    15
    ven
    21:00 GLOCAL
    GLOCAL
    Dic 15@21:00–22:30
    GLOCAL
    Se la musica valesse tanto al kilo, o al barile, con un prezzo fissato in base alla qualità’, tutti nel mondo se la passerebbero molto meglio. Ma i se non sono commestibili, così la musica[...]
    Dic
    17
    dom
    10:00 GLOCAL (REPLICA)
    GLOCAL (REPLICA)
    Dic 17@10:00–11:30
    GLOCAL (REPLICA)
    Se la musica valesse tanto al kilo, o al barile, con un prezzo fissato in base alla qualità’, tutti nel mondo se la passerebbero molto meglio. Ma i se non sono commestibili, così la musica[...]
  • Se la musica valesse tanto al kilo, o al barile, con un prezzo fissato in base alla qualità’, tutti nel mondo se la passerebbero molto meglio. Ma i se non sono commestibili, così la musica al massimo continua a sfamare lo spirito e l’immaginazione. Per esempio, L’ Africa è ricca anche di caffè, arachidi, diamanti e bauxite e quant’altro, ma ciò non sembra giovarli più dei suoi immensi giacimenti di ritmo. Quindi se pure la musica fosse cacao, non basterebbe. Ci vorrebbe anche un minimo di correttezza nei rapporti che si snodano tra la terra, il contadino e la barretta di cioccolato. Il prezzo per ora lo decide chi compra. Il Camerun svende il suo caucciù ad una multinazionale, poi riacquista un pneumatico che a Yaoundè vale quattro stipendi medi. Le materie prime valgono sempre meno, le merci di importazione finite sempre di più. Non ce’ sviluppo possibile, così, ma solo un’Africa spolpata due volte. Dall’interno, a forza di dittature feroci e corrotte, da combriccole di ladroni messi li a sorvegliare gli interessi occidentali e a godersi le briciole. Dall’esterno con l’invadenza dei paesi ricchi, quindi industrializzazione coatta, accordi commerciali drogati, pirateria genetica legalizzata che sfrutta gratuitamente ambienti e patrimoni naturali sguazzando nella totale mancanza di leggi in materia. E poi rifiuti tossici vaganti, pochi e scellerati investimenti, traffico di armi e di manodopera a buonissimo mercato, traffico di organi di bambini e di calciatori. L’ Africa ed altri paesi del mondo non hanno assi nella manica, o meglio non hanno nemmeno più neanche le maniche. La musica, almeno quella che col tempo ha potuto coltivare velleità commerciali, evidentemente fa parte di tutto questo. L’ assenza di strutture e malversazioni economiche diffuse la rendono debole, vulnerabile, come una qualsiasi altra risorsa, negata, rubata da chi non la capisce, ma vissuta fino in fondo dalla gente. (Tratto dal libro “Mother Africa e i suoi figli ribelli” di Marco Boccitto @1995
Espandi info
Share Button

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi