Father & Sons 288 – The Jesus Lizard

Steve Albini descrisse The Jesus Lizard così: “sono la migliore band degli anni ’90, senza dubbio… cambiarono la musica in meglio. La loro musica era più rigorosa e più avventurosa di quella di tutti i loro coetanei, ed erano dei grandi professionisti , con una ferrea disciplina che mirava a raggiungere una loro forma di perfezione”.
La loro musica è un mix feroce di chitarra tagliente, batteria simile a una macchina, basso propulsivo e voci psicotiche. La chitarra pungente di Denison spesso serviva più come struttura o colore che come ritmo o strumento solista, mentre gli stop & go della sezione ritmica erano allo stesso tempo precisi e brutali.
La voce di David Yow suona come una vittima di un rapimento che cerca di ululare attraverso il nastro adesivo che gli tappa la bocca; le invettive in prima persona di Yow sono vive , raccontano di drammi ed atrocità fisiche e psichiche, ma riescono ad essere contenute nel rigore di una canzone e risultare eccezionalmente funzionali ad essa. Aspetti che avrebbero fatto venire i brividi di approvazione ad artisti del calibro di Céline.
Tracklisting / Pastoral – If you had lips – 7 vs. 8 – Mary had a little drug probleb (Scratch Acid) – My own urine – Blockbuster – Then comes Dudley – Monkey trick – Rodeo in joliet – Zachariah – Boilermaker – Whirl – Elegy – Fly on the wall – Blue shot – Too bad about the fire – Horse doctor man – Glamourous

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