Subhuman – Hommage à Genesis Breyer P-Orridge

Sounds – Globster / Dj Batman / Chicco Giraldi
Voice – Flavio Sciolè
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I believe that Genesis had the power, the privilege, the strength to be able to be an artist who has surpassed the genres reaching the degeneration and degenerate herself. Its degeneration has in fact created transversal shifts that can hardly place it, starting from the industrial (which is the genre for which it is best known) already the action compared to the industrial one is later than the performative one, more unique than rare, often or act in one area or another; instead the performative actions of Genesis, already in the late sixties and early seventies, were going to unhinge from within since they were unpresentable, unrepeatable, obscene and extreme, as could be all real and pure performance. In this ,there was also an overcoming and therefore of Viennese Actionism or more extreme actions. An integrity, an integralism certainly aimed at degrading which is part of the work of Genesis. In this hypothetical mixture, because in reality Genesis had a clear knowledge of the differences and possibilities of the various areas and this knowledge is one of the qualities that makes me love Genesis, and if I can interfere with myself, I too tend to interfere between the various genres giving a transversality to my work, knowing the various genres well but deciding how and why to make them interact and set it to the extreme. The non-repeatable is part of the work of Genesis because precisely in the non-repeatable it has created subjects of various nature, various clones, which have replicated it in a bad way sometimes, sometimes in a decent way. Already the first albums, if we want to talk about music, were already going to be an overcoming of the punk that was being born and they can also be a coding of noise compared to groups like Sonic Youth without talking about the whole industrial scene yet. Going back to talking about performances like the organic post, in fact Genesis is already post organic, because even his body is a work in itself as it modifies it, to overcome genres and degenerate and become a parallel genre. There is no ladder, but an entry into all genres and none. The most interesting thing is this, which hardly happened in the performance, that there were mixtures between various areas; even the musical performances of Genesis in its various groups will always be consciously imbued with performances, a type of action that already exists in the musical field and I refer to hard rock, punk, hardcore, psychedelia. I am referring to all that music that is on one side obviously, not to pop and derivatives. What Genesis manages to do is that it encodes this action with respect to the incidental that happens in other cases. In a seminar I held three years ago, I had codified this (and it was also published by the University of Pescara Design), the concept of incidental performer, that is, a performer who incidentally is a performer. In the sense that if we go to evaluate subjects such as GG Allin, Iggy Pop, they become performative in large areas but with less awareness, and for this reason they are incidental. This term cannot fall within Genesis or it can fall within the musical sphere and remaining there being less performative which therefore returns to its beginnings, however being aware of the performance this prevents it from being incidental. The greatness and immensity of Genesis is revealed in different nuances but I was interested in highlighting this transversality and clear knowledge of the limits and then crossing them and arriving at the outrage, the defenestration of art, the murder of the artist, and therefore the artist who embodies Genesis becomes difficult to catalog and difficult to insert in a system that instead goes to glorify exclusively artists who know how to pose well, or sell well to museums, record companies, etc. Genesis is dead, long live Genesis

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  • Lug
    19
    Ven
    18:00 Jazz un disco al giorno
    Jazz un disco al giorno
    Lug 19@18:00–18:30
    Jazz un disco al giorno
    Ogni puntata dura venti minuti e saranno tre i brani proposti dal disco scelto. Nella maggior parte dei casi, si tratterà di lavori pubblicati di recente, in modo da esplorare insieme agli ascoltatori il panorama del jazz dei nostri giorni. Di tanto in tanto, però, ci concederemo degli excursus nel passato o in territori musicali altri: se per i grandi capolavori della storia del jazz non c’è bisogno di troppe spiegazioni, gli “sconfinamenti” verso linguaggi diversi ci condurranno verso dischi che possono essere, a ragione o a torto, secondo prospettive dirette o trasversali, annoverati tra le ispirazioni dei jazzisti che troviamo oggi sui palchi dei festival e negli scaffali dei negozi di dischi. Il programma va in onda ogni giorno, alle 18, dal lunedì al venerdì.
    18:00 Permanent Daylight
    Permanent Daylight
    Lug 19@18:00–19:30
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    PERMANENT DAYLIGHT “It’s only about the groove.” Il riscaldamento ideale per questi fine settimana di isolamento. Non ci sono temi, non ci sono generi, ma suoni, mappe sonore immaginarie e i nostri paesaggi musicali …infiniti. Stappate il vino ché l’ora è quella giusta!
    19:00 SUONI D’INCHIOSTRO
    SUONI D’INCHIOSTRO
    Lug 19@19:00–20:00
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    Angelo Lupo Timini. SUONI D’INCHIOSTRO Il protagonista di ogni puntata è un libro, raccontato attraverso tre canzoni citate fra le sue righe. D’altronde sono pochi i romanzi che non contengono riferimenti musicali espliciti. Nel programma, condotto da Angelo Lupo Timini, si alterneranno volumi della letteratura italiana e straniera, testi contemporanei e classici.
    21:00 GLOCAL
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    Lug 19@21:00–22:00
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    Se la musica valesse tanto al kilo, o al barile, con un prezzo fissato in base alla qualità’, tutti nel mondo se la passerebbero molto meglio. Ma i se non sono commestibili, così la musica al massimo continua a sfamare lo spirito e l’immaginazione. Per esempio, L’ Africa è ricca anche di caffè, arachidi, diamanti e bauxite e quant’altro, ma ciò non sembra giovarli più dei suoi immensi giacimenti di ritmo. Quindi se pure la musica fosse cacao, non basterebbe. Ci vorrebbe anche un minimo di correttezza nei rapporti che si snodano tra la terra, il contadino e la barretta di cioccolato. Il prezzo per ora lo decide chi compra. Il Camerun svende il suo caucciù ad una multinazionale, poi riacquista un pneumatico che a Yaoundè vale quattro stipendi medi. Le materie prime valgono sempre meno, le merci di importazione finite sempre di più. Non ce’ sviluppo possibile, così, ma solo un’Africa spolpata due volte. Dall’interno, a forza di dittature feroci e corrotte, da combriccole di ladroni messi li a sorvegliare gli interessi occidentali e a godersi le briciole. Dall’esterno con l’invadenza dei paesi ricchi, quindi industrializzazione coatta, accordi commerciali drogati, pirateria genetica legalizzata che sfrutta gratuitamente ambienti e patrimoni naturali sguazzando nella totale mancanza di leggi in materia. E poi rifiuti tossici vaganti, pochi e scellerati investimenti, traffico di armi e di manodopera a buonissimo mercato, traffico di organi di bambini e di calciatori. L’ Africa ed altri paesi del mondo non hanno assi nella manica, o meglio non hanno nemmeno più neanche le maniche. La musica, almeno quella che col tempo ha potuto coltivare velleità commerciali, evidentemente fa parte di tutto questo. L’ assenza di strutture e malversazioni economiche diffuse la rendono debole, vulnerabile, come una qualsiasi altra risorsa, negata, rubata da chi non la capisce, ma vissuta fino in fondo dalla gente. (Tratto dal libro “Mother Africa e i suoi figli ribelli” di Marco Boccitto @1995
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    SUPERSOUL
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    SUPERSOUL
    Spartaco Superanima conduce “SUPERSOUL” un viaggio musicale a 360° del II° millennio, carico di pathos & groove, con micro pillole di info & Cultura
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    11:30 SERIALand
    SERIALand
    Lug 20@11:30–13:00
    SERIALand
    SERIALand, che si può pronunciare anche con una pausa tra “serial” e “and”, perchè è tante cose. E’ la terra dove i serial cavalcano liberi nella prateria di web e tv, e dove sfrenati e selvaggi vogliono che si parli di loro allo stesso modo, sfrenato e selvaggio, ma soprattutto in modo vero!
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    Un programma dedicato al mondo del sistema operativo gnu/linux. Con interventi, informazioni, interviste e servizi su di esso e sul mondo dell’opensource e del freesoftware. Non mancheranno delle presentazioni di distribuzioni linux realizzate per non buttare via i nostri pc ma per riutilizzarli i maniera utile. RADIOLINUX e’ una piccola speranza di informazione libera in un mondo circondato da software proprietario