Father & Sons 278 – Love

I Love , guidati dal frontman Arthur Lee , a metà degli anni 60 crearono un suono che incorpora una gamma eclettica di stili tra cui garage , folk-rock e psichedelia; riuscirono a fondere le atmosfere dei Byrds con gli arrangiamenti orchestrali più barocchi di Burt Bacharach ma allo stesso tempo, grazie al DNA originario di Memphis di Lee e Mac Lean, crearono una sorta di proto punk ante litteram intriso di blues malsano.
Pur riscontrando solo un modesto successo nelle classifiche, raggiungendo il picco nel 1966 con il loro successo “7 and 7 Is”, i Love sono elogiati dalla critica poiché il loro terzo album, Forever Changes del 1967, è generalmente considerato uno dei migliori album degli anni ’60.
Sono stati uno dei primi gruppi interraziali con Arthur Lee, polistrumentista e cantante black che aveva militato in formazioni rhythm’n’blues con un giovane Jimi Hendrix, un chitarrista spettacolare Johnny Echols, black anche lui, che era stato il chitarrista di Little Richard, e con un altro chitarrista, cantante e compositore bianco (Bryan McLean, ex road manager dei Byrds) e una sezione ritmica bianca (Ken Forssi e Michael Stuart).

TRACKLISTING: Alone again or / Stephanie knows who / My little red book / A house is not a motel / Orange skies / Can’t explain / Que vida / Andmoreagain / A message to pretty / Seven & seven is / The daily planet / My flash on you / Old man / The red telephone / Live and let live / You set the scene / Laughing stock

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