DICA 33 (album of the week)

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  • Gen
    22
    Sab
    21:00 FILE UNDER
    FILE UNDER
    Gen 22@21:00–22:30
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    Dal 1996 Globster conduce questo programma radiofonico di musica elettronica e sperimentale: un megamix di due ore sulle più significative novità discografiche e rairità del passato. Non mancheranno ospiti Dj’s e musicisti per presentare dal vivo in diretta negli studi della radio il loro set
    22:30 IN SEQUENCE
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    Gen 22@22:30–Gen 23@00:00
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    Gen
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    Dom
    09:30 SUBTITLES (REPLICA)
    SUBTITLES (REPLICA)
    Gen 23@09:30–11:00
    SUBTITLES (REPLICA)
    Rotocalco Settimanale di serie tv, cinema, documentari in lingua originale e/o sottotitolato
    11:30 ARYA DI MASALA
    ARYA DI MASALA
    Gen 23@11:30–12:00
    ARYA DI MASALA
    Arya di Masala è un viaggio attraverso i suoni, i colori, la storia, la musica, il cinema e la cultura indiana. Una particolare attenzione alla cultura gastronomica del sud dell’India, con il collegamento del programma al blog www.aryadimasala.com , della sua autrice Alessandra. Un percorso inesplorato attraverso la magia di un paese dalle mille contraddizioni, ma proprio per questo unico nel suo genere.
    12:15 Dica 33 (FOCUS)
    Dica 33 (FOCUS)
    Gen 23@12:15–12:45
    Dica 33 (FOCUS)
    Dal lunedì al venerdì 3 brani del disco della settimana
    13:00 SUPERSOUL (REPLICA)
    SUPERSOUL (REPLICA)
    Gen 23@13:00–15:15
    SUPERSOUL (REPLICA)
    Spartaco Superanima conduce “SUPERSOUL” un viaggio musicale a 360° del II° millennio, carico di pathos & groove, con micro pillole di info & Cultura
    16:00 GLOCAL (REPLICA)
    GLOCAL (REPLICA)
    Gen 23@16:00–17:00
    GLOCAL (REPLICA)
    Se la musica valesse tanto al kilo, o al barile, con un prezzo fissato in base alla qualità’, tutti nel mondo se la passerebbero molto meglio. Ma i se non sono commestibili, così la musica al massimo continua a sfamare lo spirito e l’immaginazione. Per esempio, L’ Africa è ricca anche di caffè, arachidi, diamanti e bauxite e quant’altro, ma ciò non sembra giovarli più dei suoi immensi giacimenti di ritmo. Quindi se pure la musica fosse cacao, non basterebbe. Ci vorrebbe anche un minimo di correttezza nei rapporti che si snodano tra la terra, il contadino e la barretta di cioccolato. Il prezzo per ora lo decide chi compra. Il Camerun svende il suo caucciù ad una multinazionale, poi riacquista un pneumatico che a Yaoundè vale quattro stipendi medi. Le materie prime valgono sempre meno, le merci di importazione finite sempre di più. Non ce’ sviluppo possibile, così, ma solo un’Africa spolpata due volte. Dall’interno, a forza di dittature feroci e corrotte, da combriccole di ladroni messi li a sorvegliare gli interessi occidentali e a godersi le briciole. Dall’esterno con l’invadenza dei paesi ricchi, quindi industrializzazione coatta, accordi commerciali drogati, pirateria genetica legalizzata che sfrutta gratuitamente ambienti e patrimoni naturali sguazzando nella totale mancanza di leggi in materia. E poi rifiuti tossici vaganti, pochi e scellerati investimenti, traffico di armi e di manodopera a buonissimo mercato, traffico di organi di bambini e di calciatori. L’ Africa ed altri paesi del mondo non hanno assi nella manica, o meglio non hanno nemmeno più neanche le maniche. La musica, almeno quella che col tempo ha potuto coltivare velleità commerciali, evidentemente fa parte di tutto questo. L’ assenza di strutture e malversazioni economiche diffuse la rendono debole, vulnerabile, come una qualsiasi altra risorsa, negata, rubata da chi non la capisce, ma vissuta fino in fondo dalla gente. (Tratto dal libro “Mother Africa e i suoi figli ribelli” di Marco Boccitto @1995